60° Anniversario

Il documento dei 50 anni di attività.

Quadro sintetico di Iacopo Ennio Inghirami

Il nostro Club si contraddistingue per una continua e proficua attività sempre attenta alle più pressanti necessità del territorio al centro del quale è collocato. Il Club non si limita infatti ad operare nella sola città di Volterra, ma espande le sue attenzioni anche alla Val di Cecina, alla Val d’Elsa, fino a cercare collaborazioni a Pisa ed oltre.
Anzi, la voglia di cercare sinergie con altri Club prima ci porta ad un gemellaggio con il Rotary Club di Bastia in Corsica, e poi con quello di Fichtelgebirge (Distretto 1880, Germania) a cui appartiene Wunsiedel (Baviera), città gemellata con Volterra.

Alcune attività appaiono oggi realtà acquisite, ma sono veramente da rimarcare l’intuito e la preveggenza dei nostri Soci, come, ad esempio, la promozione dei siti archeologici tra cui spicca il recupero dell’anfiteatro romano, oppure i progetti per migliorare la viabilità in Val d’Era, o, ancora, i dibattiti sulle discariche di rifiuti tossici e nocivi.
Veramente meritoria appare l’attività umanitaria: interventi di sostegno in tutti i principali avvenimenti che hanno funestato il nostro paese (l’eccidio di Kindu, la sciagura del Vajont, il terremoto nelle Marche ed in Umbria). Ma anche l’iscrizione per molti anni di tutti i Soci alla Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori, per reperire fondi per la ricerca, i contributi alla Croce Rossa, all’AVIS, all’Orfanotrofio Ricciarelli, all’AIDO.
Non ci si ferma peraltro all’Italia: il Rotary Club Volterra ha avuto attenzioni anche per i disagi di lontane popolazioni meno fortunate. Sono stati elargiti contributi a favore di un ospedale mobile in Thailandia, per campagne di vaccinazioni di massa contro la Poliomelite in Marocco, per la creazione di un laboratorio artigianale a Nairobi, per la costruzione di un padiglione nell’ospedale di Nzara (Sudan) oppure per le attrezzature di un ospedale a Koupela, in Burkina Faso.

Veramente pregevoli gli interventi per il miglioramento dei monumenti volterrani: il restauro della Chiesa di S. Felice, il restauro dell’affresco “Il corteo dei Magi” di Benozzo Gozzoli, nella Cappella dell’Addolorata in Duomo, l’installazione del nuovo Rosone della Cattedrale, il restauro dei due rosoncini laterali del Duomo di Volterra, ed infine la sistemazione della Cisterna Romana.
Da ultimo vorremmo menzionare gli interventi prettamente culturali: le donazioni di libri alla Biblioteca Guarnacci, i festeggiamenti in onore di Marconi, le innumerevoli mostre ed esposizioni, l’adesione al Comitato Barsanti e Matteucci, che ha portato alla riscoperta dell’opera di Padre Barsanti.
E terminerei senz’altro ricordando il Premio “Aulo Persio Flacco” di Lingua Latina, giunto ormai alla sua 40esima edizione!

 

1958-2018: 60 anni … un traguardo importante

Volterra è una città d’arte che come poche altre può documentare con i suoi monumenti tremila anni di storia, ma accanto alle torri, alla cinta muraria, ai musei, al paesaggio incontaminato, alla vita a dimensione umana, ci sono le persone di Volterra, il lavoro manuale dell’alabastro, l’arte figurativa, la perfezione, l’impegno, la fantasia e la fatica.

C’è il Rotary Club, che compie 60 anni, ma non li dimostra affatto per la spontaneità e la voglia di fare dei Soci. L’accoglienza, la cultura rotariana che si respira a Volterra mi fanno riscoprire ogni volta il significato di “essere rotariano”.

Ringrazio il Presidente del Club Francesco Gazzarri che mi ha dato la possibilità di scrivere la prefazione di questo splendido libro, incarico prestigioso e sicuramente immeritato: prestigioso anche a confronto della prefazione della pubblicazione per i 50 anni del Club, a firma del PDG Pietro Terrosi Vagnoli, un esempio per me di umiltà e portatore dei veri valori che contraddistinguono la nostra associazione.

Ma, per quanto indegno, farò di tutto per essere all’altezza dell’incarico ed introdurre “la festa” per i 60 anni di attività del Rotary Club di Volterra. Un club ricco di semplici tesori fatto di soci operosi che rappresentano il centro nevralgico della città, capaci di risvegliare in tutto il territorio un nuovo senso di dignità ed etica sociale come un impulso rigenerativo.

In questo Club mi sento a casa, forse perché è forte il piacere di stare insieme, di coltivare la nostra amicizia e i nostri valori. Gandhi diceva che “il valore di un essere umano non si riconosce dal suo stato sociale, culturale, razziale ma da quanto si prodiga per gli altri” sicuramente uno dei primati del Rotary Club di Volterra, è questo: l’impegno, che non è mettere mano al portafoglio e cavarsela tirando fuori un po’ di soldi, il Rotary non deve fare beneficenza, ma deve rimuovere le cause che rendono necessaria la beneficenza.

Perché sei rotariano se ti impegni personalmente, impiegando la tua professionalità, il tuo sapere, il tuo tempo, al servizio degli altri, al di sopra di ogni interesse, senza trarne alcun vantaggio.

Sei rotariano se riconosci correttamente le nuove contingenze, se sai leggere le esigenze della società e del territorio.

Sei rotariano se agisci, se cerchi di rinnovare le occasioni di servizio, mantenendo fermi ed immutabili i valori del Rotary.

Goethe diceva: “Quello che hai ricevuto in eredità dai tuoi genitori, riguadagnatelo per possederlo”. Noi siamo infatti gestori protempore del Rotary ed abbiamo il dovere di riguadagnarcelo giorno per giorno, valorizzando tutto quello che il Rotary di bello ci può dare e ci consente di dare. Appassioniamoci al Rotary che sa conciliare storia e innovazione, valori tradizionali e capacità di visione con la sostenibilità di idee e valori.

L’augurio che faccio a tutti noi rotariani, ed in particolare al sessantenne  Rotary Club di Volterra, è di trasmettere alle nuove generazioni un Rotary migliore, fatto di azioni e non di parole.

Gratissimo a tutti i soci del Rotary Club di Volterra, mi permetto di citarne uno, il caro Giacomo Gazzarri, “il gigante dal cuore di panna”, infaticabile, generoso, ispirato ai valori rotariani, incontrarlo è come aprire una finestra ed affacciarsi su tutte le cose belle del vivere il Rotary, ringrazio commosso per il privilegio che mi è stato concesso e rinnovo i sensi della mia amicizia e stima rotariana.

 

Governatore 2018-2019

Massimiliano Tacchi